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Come dicevo l'altro giorno nel post dal titolo: "Pasticche Andata e Ritorno"; io di medicinali per l'artrite reumatoide ne prendo parecchi, e non solo, con dosaggi diversi e cadenze temporali altrettanto diverse. Nonostante la mia età (47 anni ben portati) e la mia dinamicità intellettiva, ogni tanto ho degli scampoli di assenza cognitiva: può capitare che perdo un inghiottimento di una pastiglia.
Che fare? Come superare il gap mnemonico? Quali soluzioni adottare per risolvere il, i problemi testé espressi?
Un mio conoscente mi ha consigliato di fare un memo in agenda; un altro di attaccare dei post it sulla porta del frigo, un altro si è reso disponibile a sviluppare un applicativo per il computer, un altro ancora a sviluppare un software per lo smartphone. Infine l'ultimo mi ha proposto di passare all'AS400 e di fare un corso di linguaggio RPG per utilizzare il sistema.
Insomma che fare?
I risultati si basano su un'analisi di diversi studi precedenti e segnalati nell'edizione del 17 aprile 2008 della rivista BMC patologie.
Bloccanti del TNF, quali: Enbrel, Remicade, e Humira - sono stati analizzati in 13 studi
clinici, per una durata complessiva di almeno 6 mesi, per un totale di 7087 pazienti. Pazienti sofferenti di artrite reumatoide che assumono bloccanti del TNF, sono stati confrontati ai
pazienti trattati con metotressato o placebo.
In conclusione, i ricercatori sconsigliano di iniziare il trattamento con antagonisti del TNF fino a quando non vi è prova che il methotrexate è un trattamento inadeguato al remissione del processo infiammatorio nel singolo paziente.
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Un team di giovani laureati e ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology) ha sviluppato un nuovo rivestimento di sottili pellicole che può trasportare dosi controllate di farmaci verso gli obiettivi specifici nel corpo dopo l'impianto: potremmo chiamare il mezzo una"micro farmacia". La pellicola può essere usata per trasportare i farmaci utili nelle terapie di molte malattie (cancro, epilessia, diabete, artrite reumatoide, ecc.). l'input può essere amministrato a distanza (per esempio da un medico) usando i segnali radiofonici o altre tecniche che già sono state sviluppate per altri dispositivi biomedici. La pellicola può portare pacchetti distinti di medicine che possono essere rilasciate separatamente, con un particolare beneficio specifico per la chemioterapia. L'impegno dei ricercatori è attualmente rivolto a dare un automatismo all'apparecchiatura, tale da infondere le medicine automaticamente, in rapporto al fabbisogno dell'organismo. Ad esempio, gli agenti terapeutici potrebbero essere rilasciati (chemioterapia) se il tumore comincia a ricrescere, oppure l' nfusione dell'insulina avviene se un paziente diabetico ha una tasso alto di zucchero nel sangue. Si apre una nuova frontiera?
Fonte: Mit News 11/02/2008
